Lettera di San
Giovanni Eudes alla Regina Madre, Anna d'Austria,
per chiederle di
rimediare ai mali della religione in Francia
scegliendo buoni
Vescovi
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"È
una cosa deplorevole, Signora, vedere con lacrime di sangue perire tante anime
che costarono il sangue prezioso di Gesù Cristo, e che questo male cresce
sempre più, e che tanto poche sono le persone che si impietosiscono. Quando si
tratta di qualsiasi interesse temporale dei Principi o dei Re di questo mondo,
chi non si impegna? Ma gli interessi del sovrano Monarca sono abbandonati.
"Noi
ci uccidiamo, nelle nostre missioni, a forza di gridare contro la quantità di
disordini che ci sono in Francia, che disonorano estremamente a Dio e che sono
la causa della condanna di molte anime; e Lui ci da la grazia di rimediare
qualcuna. Ma sono sicuro, Signora, che se Vostra Maestà volesse usare il potere
che Lui le ha dato, potrebbe da sola fare più della distruzione della
tirannia del diavolo e per stabilire il regno di Gesù Cristo che tutti i
missionari e predicatori messi assieme.
"Se
Vostra Maestà volesse sapere quali siano i mezzi, sarà facile proporglieli, e
ancor più facile, con la grazia di Nostro Signore, eseguirli. Per ora, direi
soltanto il più potente di tutti, che é di dare buoni Vescovi alla Chiesa,
perché i buoni Vescovi e buoni preti farebbero dei buoni cristiani, e con
questo mezzo, in poco tempo, la Chiesa di Francia cambierebbe faccia e
riprenderebbe il suo primo splendore...Ecco il maggiore obbligo di Vostra
Maestà, Signora; é il maggior servizio che potrà rendere a Dio e alla sua
Chiesa; è di tale importanza che merita bene che Vostra Maestà si occupi
personalmente, dato che lei sarà la prima a chi il sovrano Giudice chiederà
conto, e un conto tanto più terribile per quanto é in gioco la salvezza di
una infinità di persone che Lui collocò alle sue cure.
"Dato
che, sento lo Spirito Santo, che, parlando per mezzo della bocca di San Paolo,
grida alto: Chi non si occupa della salvezza di coloro che da lui dipendono,
questo ha rinnegato la fede ed é peggiore di un infedele, in tal modo che
nell’ora della morte sarà condannato da Dio come apostata e castigato più
severamente dei pagani e degli infedeli.
"Se
Vostra Maestà renderà questo servizio a Gesù Cristo e alla sua Chiesa, Lui la
colmerà di benedizioni spirituali e temporali; ma se trascurerà queste cose,
io le dichiaro, in nome e da parte del grande Dio vivo, che tutti i peccati che
saranno commessi in Francia, per la mancanza sua personale nel non provvedere
buoni Vescovi, le saranno attribuiti come se lei stessa li avesse commessi; e
che lei riceverà per questo la condanna e il castigo; e che tutte le anime che
si perderanno dovuto a questo, e tutte le gocce di sangue che Gesù Cristo
ha sparso per la loro salvezza, grideranno vendetta contro di lei nell’ora
della morte.
"D'altronde
posso, Signora, protestare di buon grado a Vostra Maestà, in tutta verità, che
in tutto questo io non ho altro interesse o pretensione che la gloria del mio
Maestro e la salvezza delle anime. Colui che conosce il fondo dei cuori sa che
dico la verità.
"È
in Lui e nella sua Madre Santissima che io sarò sempre, con tutto il rispetto
possibile, Signora,
Della
Vostra Maestà
L’umilissimo,
ubbidientissimo e fedelissimo suddito e servitore
Giovanni
Eudes, Sacerdote".
Parigi
2 Settembre 1648
(Compilazione
di Caen, Lettera 55, Costil, Anais I. 3 N° 16)
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